ago
17
2014

Oltre i formalismi: attendere per accogliere

         Al ritorno dall’Albania accogliamo, in questa XX domenica del Tempo Ordinario, la pagina del Vangelo della Cananea. Il Vangelo a volte si fa duro, difficile da accogliere fino a quando rimaniamo sulla sfera emotiva della fede, come se il cristianesimo fosse una questione di sentimentalismo. Ed è così che al termine di una Missione di strada attendiamo che venga meno l’euforia del momento per poterci confrontare, poi, sul significato autentico di quell’esperienza!
      Ascoltando il Vangelo di oggi a primo acchito sorgerebbe spontanea una domanda: perché Gesù non presta subito ascolto a questa donna che grida implorando aiuto?More...

ago
15
2014

Maria porta del cielo

       Mentre sta terminando l’esperienza di servizio e condivisione in Albania, oggi celebriamo la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo. Una festa dal respiro universale sia perché la condividiamo con la Chiesa d’Oriente, il mondo Ortodosso, e anche perché è segno della meta ultima a cui anela l’umanità intera. Ogni essere umano è fatto per il cielo, per avere un nome che sappia di eternità ed organizza, anche inconsapevolmente, la propria vita nel tentativo di rispondere a questo desiderio. L’Annuncio cristiano trova in questa esperienza la sua profonda ragion d’essere, la vita vissuta con questa consapevolezza apre ad un orizzonte di senso rinnovato e diventa una sfida eloquente, esperienza misteriosa e sacra per ciascuno.
       Proprio Maria, con la sua storia ed il suo agire, ci appare quale modello del cammino, lei che dinanzi alla proposta di Dio ha risposto fidandosi. La vita è questione di fiducia, dinanzi alle continue proposte del Signore potremmo finire i nostri giorni stando sulla difensiva.More...

ago
5
2014

Missionari di Strada e la Terra delle Aquile

        Rieccoci nella Terra delle Aquile, qua nella Shqiperia dove dieci anni fa è nata l’esperienza di Dashuria in cammino. Una carovana itinerante che, dal 2004 ad oggi, coinvolgendo centinaia di giovani non solo della Sicilia ma anche di Napoli e Portici, ha attraversato piazze e spiagge condividendo la gioia del dono della vita e della figliolanza da parte di Dio.

        Durante quel campo di animazione nel villaggio di Gramez, il primo gruppo di Missionari di strada si è lasciato provocare dai ragazzi albanesi originari della zona di Kruje. Le settimane di condivisione nella piazza del villaggio o nei luoghi informali di aggregazione, così come nella casa delle suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes, ci hanno portato a ripensare il nostro modo di vivere l’Evangelizzazione nei nostri territori di provenienza.
        A Gramez così come a Palermo la gente ci chiedeva di uscire e di stare a con-dividere la fede in Gesù Cristo attraverso l’ascolto ed il dialogo fondato sul rispetto e l’incontro. La Comunità albanese ci ha ricordato che il Vangelo nasce per strada ed abbisogna di continuare a vivere per strada, luogo liturgico intimamente unito alla Mensa eucaristica.More...
lug
27
2014

Spostare il baricentro in Cristo

               La Parola che la liturgia ci offre, in questa diciassettesima Domenica del tempo ordinario, ci rimanda alla necessità di discernere, ciascuno nella propria vita, distinguendo ciò che è Bene da quel che è male.
               Dinanzi alle tante proposte, spesso molto allettanti, ognuno è chiamato a fare delle scelte e a considerare le conseguenze. Il discernimento inizia quando sentimenti e pensieri entrano in conflitto. Quando questo non sussiste potrebbe darsi che la persona sia talmente immersa nella esperienza di peccato, da avere pensieri e sentimenti orientati univocamente orientati al male ma in realtà questo è solo un equilibrio apparente e momentaneo, proprio perché ciascuno nel profondo ha nostalgia del bene e trova pienezza di vita orientandosi ad esso.
            Chiaramente il conflitto si risolve anche quando l’essere umano si orienta univocamente al Bene, si integra orientandosi totalmente ad esso.More...

lug
22
2014

MdS al GiffoniFilmFestival

       Per tutta la settimana un gruppo di Missionari di Strada sta condividendo con  migliaia di ragazzi l'esperienza del GiffoniFilmFestival, quest'anno incentrata sul Be Different. Giornate intense ove alla visione dei film segue la riflessione e lo scambio all'interno della fraternità itinerante e, la sera, l'adorazione eucaristica aperta a tutti.

         Certamente è un'esperienza diversa dalla Missione di strada così come siamo abituati a vivere nelle spiagge delle località balneari della Sicilia, ma è un'occasione altrettanto ricca di stimoli e che ci aiuta a ripensare il nostro essere in cammino con i giovani.

             La mission dei MdS ci riporta ad un ateggiamento di continua ricerca ed ascolto del contesto della missione che, di volta in volta, si rinnova perchè diverso da precedente. In questo atteggiamento di ascolto i ragazzi e gli adolescenti hanno un particolare spazio proprio perchè a loro, oltre che alle famiglie, è rivolto l'Annuncio e la proposta della scoperta evangelica. Loro, infatti, iniziano a coltivare un sogno, un progetto di vita ma, prima ancora, devono darsi il permesso di scoprirlo, devono sentirsi sostenuti in questa ricerca.

              I film in visione così come il dibattito che ne segue, ci permettono di apprendere il modo pensare e di leggere la realtà da parte dei ragazzi. Questa si rivela una preziosa occasione per incarnare l'Annuncio a partire dall'Incontro. Gesù mostra ai suoi discepoli come il riconoscimento dell'interlocutore è prioritario e premessa alla relazione di fede. Quale Annuncio se prima non c'è relazione?

lug
19
2014

Dal superficiale al profondo

      “Dal superficiale al profondo” potremmo intitolare così il tema biblico di questa Domenica, come a dire che la Parola chiede il passaggio dall’apparente al nascosto. È l’itinerario cristiano che va dal buio della menzogna alla Luce della Verità. Dio, infatti, dà il senso delle cose, dà un perché nuovo e può sempre orientare la vita al Bene anche se essa è stata segnata dall’esperienza di peccato.
        La Parabola della zizzania racconta di come il male viene seminato dal nemico nel sonno, in un secondo momento perché in principio c’è solo il Bene. Già in questo passaggio cogliamo una denuncia: perdere lo stato di vigilanza equivale a far crescere la zizzania. Tornano in mente le parole di Paolo alla Comunità di Roma (Rm 13,11): “È tempo di svegliarvi dal sonno”. Come a dire che l’atteggiamento del cristiano è l’esser desti e, pertanto, sempre in cammino. Ogni Annuncio è come l’esperienza battesimale, cioè l'invito ad uscire dall’acqua e a mettersi in cammino abbandonando lo stato di prima, come il popolo d’Israele che abbandona lo stato di schiavitù attraversando il Mar Rosso fidandosi di Dio, della sua promessa di salvezza.More...

lug
14
2014

Annuncio generoso

         Se di Dio la Scrittura attesta che “in principio è il Verbo” dell’uomo si può dire “in principio è l’ascolto”, ed è a quest’atteggiamento che la Parabola evangelica del  Seminatore (Mt 13, 1-23) ci riporta.
         Gesù ha innanzi molta folla tanto che sale su una barca allontanandosi giusto un po’ da riva per potere parlare ed essere ascoltato. A lui non importa “soltanto” il parlare, non dice per farsi grande, il suo Annuncio è funzionale ad un ascolto, parla per guarire e donare una Parola di vita all’ umanità delusa, smarrita o spenta interiormente.
       Perdere l’ascolto della Parola di Dio equivale ad affrontare la vita in superficie, e questo non nutre ma è mera routine che porta a fare tante cose prive di “gusto”, anche se l’affaccendarsi potrebbe chiamarsi “Missione di strada”. È proprio il tipo di superficie che fa la differenza, prima di arrivare per strada il Vangelo deve avere solcato le vite di quanti lo portano, altrimenti non si tratta di Annuncio ma di informazione relativa alle cose di Dio.More...

lug
6
2014

Riconoscersi piccoli per osare in grande!

      In questa domenica la Parola che ci viene consegnata provoca i criteri umani ricordandoci la forza che viene dall’umiltà.
          Così  Zaccaria proferisce: “Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina. Farà sparire il carro da guerra…”.

         Ma come? Si parla di un re e questi lo si presenta come un condottiero che cavalca un asino? È il cavallo a portare il re in guerra fino ad uscirne vittorioso proprio per le sue prestazioni e la sua velocità. È un po’ come oggi che si valuta la qualità di una persona a partire dalla velocità con cui realizza molte cose in poco tempo! In fondo anche le battaglie e le vittorie in guerra allora, così come oggi, erano una questione economica, vincere significava far soldi.More...

giu
27
2014

La gioia dell'Incontro

       I Missionari di Strada ieri sera hanno animato la veglia di preghiera in occasione del centenario di fondazione del Monastero Sacro Cuore di Alcamo. Continua il cammino di condivisione tra i Missionari e le Clarisse, scandito dal consolidato appuntamento con la Veglia per la Pace la notte di capodanno. Durante la Veglia l’ascolto della Parola ha favorito l’adorazione eucaristica ed in particolare il passo del Vangelo di Luca (24, 13ss) sui discepoli diretti verso Emmaus è risuonato nella preghiera.
        “In quello stesso giorno”, così inizia il racconto. Nel Vangelo, dopo la Resurrezione, c’è un solo giorno, il tempo ora è illuminato da una Luce nuova ci muoviamo partendo da un’esperienza, la vita nuova donata dall’Evento pasquale, e andiamo verso una meta la Comunione piena don Dio. Ci rendiamo conto come il tempo da noi tutti possa comunque essere vissuto andando verso una direzione opposta, non tutti i cammini conducono a Dio, anche il peccato è frutto di un cammino che ha una meta ben precisa. More...

giu
2
2014

Ascensione è riscoperta della paternità di Dio

       La solennità dell’Ascensione che celebriamo quest’oggi ci rimanda alla paternità di Dio. Nel Vangelo secondo Matteo (28, 20) ascoltiamo Gesù che dice “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Ma come, ascende al cielo e resta con noi? Come a rimanere colui che sta partendo?
       Nel nostro dialetto siciliano assumiamo una formula simile quando usciamo di casa, siamo soliti dire “sto venendo”. Di fatto stiamo andando, eppure c’è la promessa del ritorno.    Nell’espressione evangelica c’è un di più: il Gesù che parte è colui che rimane!
         La domenica dell’Ascensione porta a riscoprire la verità della vita cristiana: è comunione piena con Dio. Quando parliamo di comunione esprimiamo una relazione che permane, viva ed intensa, tra due o più. Qualcosa di simile accade nel sentimento di una madre che tiene sempre presenti i suoi figli anche se essi sono altrove.More...

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