mar
22
2016

Il potere sulla propria vita

      Oggi, martedì santo, si torna a parlare dell’Amore, quello vero, quello che non viene meno nonostante tutto. L’arte di amare è davvero frutto della maturità dell’essere umano, l’amore insipiente e passeggero di un momento è altra cosa, il part-time utilitaristico equivale più ad un uso reciproco ma non può dirsi amore.

      La cornice in cui se ne parla è quella dell’ultima cena e, in particolare, della ferita che ne deriva.More...

mar
21
2016

Conserva chi dona

      Ad aprire la settimana santa è un passo del Vangelo di Giovanni davvero eloquente: Maria che unge i piedi di Gesù e, poi, li asciuga con i suoi capelli. Ci chiediamo il perché di questo gesto ed il senso di trovarlo a principio della settimana che si concluderà con la Pasqua.

Si tratta di un episodio raccontato, seppure in modo diverso, da tutti i Vangeli, in particolare solo Luca anziché collocarlo a Betania lo sposta in Galilea. Ci racconta (Lc 7, 36ss.), infatti, di una donna, peccatrice, che in casa di Simone il fariseo si china dinanzi a Gesù lavando i suoi piedi con le lacrime e asciugandoli con i suoi capelli: “venne con un vasetto di olio profumato; fermatasi dietro a lui, si rannicchiò ai suoi piedi e cominciò a bagnarli di lacrime; poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato”. Mentre Simone era rimasto spettatore di quella scena, poiché aveva accolto solo formalmente Cristo, lei invece si era donata in pienezza fidandosi di Lui e non tenendo conto dei pregiudizi.More...

mar
20
2016

Come stare nelle cose della vita

         L’ingresso in Gerusalemme mostra plasticamente come Gesù porta a compimento la sua missione nella storia dell’umanità: da uomo, da umile, da Dio che si china sulla vicenda umana fino a condividerne il peso.

           È un puledro d’asina la cavalcatura che Gesù sceglie per arrivare alla Città in cui sarà fatto Re. L’umile animale che sostiene il cammino dell’uomo, non per la guerra ma per supportarlo nel quotidiano. Gesù mostra una regalità originale e l’onnipotenza pare lasciare spazio alla comunione, alla condivisione e alla misericordia.

         È in questo modo che siamo chiamati ad entrare nella settimana santa che avrà compimento nella Pasqua. More...

mar
13
2016

I punti di vista che donano vita

   Interessante notare che in questa domenica, quinta di Quaresima, la liturgia si soffermi su una pagina del Vangelo (Gv 8, 1-11) così provocante, in cui Gesù dà scandalo ai benpensanti che gli stanno attorno. In realtà loro avevano teso un tranello al Maestro, proprio perché chiedendo se fosse o meno lecito condannare a morte l’adultera in realtà stavano tramando, proprio, la morte di Gesù!

Se Lui avesse risposto di essere favorevole poteva essere denunciato al tribunale romano al quale spettava l’autorità sulla eventuale condanna a morte, se si fosse opposto allora scribi e farisei avrebbero potuto aizzare il popolo contro di Lui perché contrario alla Legge, la quale peraltro prevedeva la lapidazione di chi si fosse opposto ad essa.More...

feb
14
2016

Dalle premesse dipende l'orizzonte di vita

          Cosparsi di cenere sul capo siamo entrati nel cammino quaresimale come ad indicare che fare i conti con la fragilità della nostra vita è presupposto per camminare. Non si tratta certo di un fare vittimistico ma della consapevolezza propria del credente che riconosce la straordinaria opera di Dio nella propria vita. La Quaresima, appunto, è tempo di riscoperta e di approfondimento del dono d’amore ricevuto da Cristo Gesù.

           Oggi, prima domenica di Quaresima, sostiamo dinanzi alla pagina delle tentazioni (Lc 4, 1-13). Gesù dopo il battesimo nel Giordano, segno di solidarietà con tutta l’umanità, con la “potenza” dello Spirito è condotto nel deserto.More...

feb
7
2016

Attraversare la vita

    Credo che la pagina evangelica (Lc 5, 1-11) di questa domenica abbia una rilevanza particolare per la storia della Chiesa e per il ricordo che ciascun cristiano è chiamato a tenere nel cuore.

    Si tratta del racconto della “prima ora” dei discepoli quando, cioè, è arrivato Gesù nella loro vita. Ritengo, a tal proposito, che Francesco il Vescovo di Roma, quale successore di Pietro, abbia tenuto conto proprio di questa pagina, così come il racconto giovanneo della stessa scena vissuta dopo la Pasqua, per indire il Giubileo della Misericordia quale esperienza di memoria comunitaria del sentimento di Dio.

      Anche l’evangelista Luca, nel raccontare i particolari di quell’incontro, ha innanzi a sé una Comunità che sperimenta la fatica di ogni giorno e che va rincuorata nell’alzarsi dopo le cadute, facendosi forte della compassione di Dio. Lo sappiamo bene, non basta lo slancio umano nel seguire Gesù, è necessaria l’azione della Sua grazia per mantenersi fedeli a quella chiamata.More...

gen
31
2016

Quale sarà il tuo OGGI?

      Una pagina di profonda tenerezza è quella che apre la Parola di Dio di questa IV domenica del tempo ordinario con la dichiarazione che Dio fa a Geremia: «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto» (Ger 1, 4ss).

     Pensare che il Padre vive in attesa dei figli che ancora non sono, è il desiderio di Dio a precedere la vita di ogni essere umano!

      Sentirsi desiderati è la forza che regge la vita di ogni persona e questo riconoscimento legittima la missione che, successivamente, Dio affida: «oggi io faccio di te come una città fortificata… contro tutto il paese». Seppure a primo acchito potrebbe passare un’immagine guerresca in realtà è una chiarificazione che permette di dare ordine e forza alle cose della vita.

     Fino a quando cercheremo nell’altro il riconoscimento che solo Dio può attribuirci, l’esistenza trascorrerà in una sorta di mendicanza e, conseguentemente, aggressività per la delusione ricevuta.More...

gen
10
2016

Riconoscersi nella precarietà

       La festa del Battesimo di Gesù che celebriamo in questa domenica, ci rivela in modo nuovo il mistero del Natale. Se la nascita di Gesù manifesta l’ingresso di Dio nella precarietà umana, il battesimo rappresenta il Suo avvicinarsi fino alla comunanza (nel senso di “prendere su di sé”) con il peccato dell’uomo.

      Gesù è già entrato nella storia dell’umanità, Dio si è già compromesso, ha già assunto un corpo di carne, ha già mutato la sua condizione eterna, ed ora esplicita ulteriormente fino a che punto sarà disposto a sostenere la relazione con la creatura!More...

gen
3
2016

Donare la Luce è accogliere la Luce

      Seconda domenica del tempo di Natale, viviamo ancora il clima di festa segnato dalla nascita del Redentore. Oggi meditando la Parola vogliamo soffermarci su un aspetto consequenziale alla Natività e cioè il dimorare di Dio in questo mondo.

      La prima lettura dal libro del Siracide (24,1-4.12-16 ) ci dà un’indicazione preziosa: «Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti” ». Il dimorare di Dio in mezzo a noi viene dunque raffigurato come una tenda piantata le cui radici sono sparse tra l’umana gente. Non si tratta di una fondazione ben strutturata, come una palificazione volta a costipare il terreno e a rendere ben saldo un fabbricato. Non è un piano di urbanizzazione in calcestruzzo la cui cementificazione offende il Creato.

     No, il presentarsi di Dio assume tutt’altra forma: è un attendarsi. Come a sintonizzarsi con la precarietà del vivere umano volto a continui cambiamenti e all’itineranza. I progetti di vita schematizzati e basati sul dominio e sulla brama di conquista sono fallimentari proprio perché non rispondono all’indole profonda dell’animo umano. L’avventura della vita è ben altra cosa e la ricerca di senso e felicità ha bisogno di una fonte ben diversa per trovare risposta. L’Annuncio missionario non passa, forse, per questo atteggiamento di ascolto continuo del soffio dello Spirito che porta dove Lui vuole?More...

gen
1
2016

La responsabilità di generare

        È un gesto di affidamento fiducioso il cominciare il nuovo anno con la celebrazione della solennità di “Maria Madre di Dio”. Prima di tutto il titolo mariano ci dice la grandezza di Gesù, Lui è Dio ed è per questo che Maria assumerà tale attributo e, in secondo luogo, indicarla quale “Madre” mostra la ricerca, in lei, di orientamento per la propria vita.

       Maria, ci rendiamo ben conto, non è stazione di arrivo, lei è “stazione di passaggio” cioè mediatrice che porta al Signore e rigenera alla vita di misericordia.More...

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