mar
22
2016

Il potere sulla propria vita

      Oggi, martedì santo, si torna a parlare dell’Amore, quello vero, quello che non viene meno nonostante tutto. L’arte di amare è davvero frutto della maturità dell’essere umano, l’amore insipiente e passeggero di un momento è altra cosa, il part-time utilitaristico equivale più ad un uso reciproco ma non può dirsi amore.

      La cornice in cui se ne parla è quella dell’ultima cena e, in particolare, della ferita che ne deriva.More...

feb
14
2016

Dalle premesse dipende l'orizzonte di vita

          Cosparsi di cenere sul capo siamo entrati nel cammino quaresimale come ad indicare che fare i conti con la fragilità della nostra vita è presupposto per camminare. Non si tratta certo di un fare vittimistico ma della consapevolezza propria del credente che riconosce la straordinaria opera di Dio nella propria vita. La Quaresima, appunto, è tempo di riscoperta e di approfondimento del dono d’amore ricevuto da Cristo Gesù.

           Oggi, prima domenica di Quaresima, sostiamo dinanzi alla pagina delle tentazioni (Lc 4, 1-13). Gesù dopo il battesimo nel Giordano, segno di solidarietà con tutta l’umanità, con la “potenza” dello Spirito è condotto nel deserto.More...

gen
10
2016

Riconoscersi nella precarietà

       La festa del Battesimo di Gesù che celebriamo in questa domenica, ci rivela in modo nuovo il mistero del Natale. Se la nascita di Gesù manifesta l’ingresso di Dio nella precarietà umana, il battesimo rappresenta il Suo avvicinarsi fino alla comunanza (nel senso di “prendere su di sé”) con il peccato dell’uomo.

      Gesù è già entrato nella storia dell’umanità, Dio si è già compromesso, ha già assunto un corpo di carne, ha già mutato la sua condizione eterna, ed ora esplicita ulteriormente fino a che punto sarà disposto a sostenere la relazione con la creatura!More...

gen
3
2016

Donare la Luce è accogliere la Luce

      Seconda domenica del tempo di Natale, viviamo ancora il clima di festa segnato dalla nascita del Redentore. Oggi meditando la Parola vogliamo soffermarci su un aspetto consequenziale alla Natività e cioè il dimorare di Dio in questo mondo.

      La prima lettura dal libro del Siracide (24,1-4.12-16 ) ci dà un’indicazione preziosa: «Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti” ». Il dimorare di Dio in mezzo a noi viene dunque raffigurato come una tenda piantata le cui radici sono sparse tra l’umana gente. Non si tratta di una fondazione ben strutturata, come una palificazione volta a costipare il terreno e a rendere ben saldo un fabbricato. Non è un piano di urbanizzazione in calcestruzzo la cui cementificazione offende il Creato.

     No, il presentarsi di Dio assume tutt’altra forma: è un attendarsi. Come a sintonizzarsi con la precarietà del vivere umano volto a continui cambiamenti e all’itineranza. I progetti di vita schematizzati e basati sul dominio e sulla brama di conquista sono fallimentari proprio perché non rispondono all’indole profonda dell’animo umano. L’avventura della vita è ben altra cosa e la ricerca di senso e felicità ha bisogno di una fonte ben diversa per trovare risposta. L’Annuncio missionario non passa, forse, per questo atteggiamento di ascolto continuo del soffio dello Spirito che porta dove Lui vuole?More...

dic
25
2015

Natale: questione di contaminazioni

La Parrocchia Sant'Agnese a Palermo ci offre un esempio di primo Annuncio, ancora più significativo in questo particolare giorno natalizio.       

La Comunità parrocchiale anche quest’anno, come già da 19 anni, si è preparata a celebrare il Natale con una Sacra rappresentazione della Natività quasi ad indicare che  il Mistero celebrato è fatto quotidiano, cioè, Luce che  permette di stare nelle cose di ogni giorno con un’attenzione nuova, una gioia che viene da un Evento ben preciso.More...

lug
12
2015

Tempo di Missione

    Siamo ormai vicini alla Missione che vivremo a Mondello dal 2 al 9 agosto, le tre Comunità si stanno preparando ad accogliere i Missionari di Strada ed il Vangelo (Mc 6, 7-13) di questa domenica, XV del Tempo Ordinario, ci offre il nutrimento della Parola che, ci ricordiamo, è la prima preparazione necessaria.

         In particolare il Vangelo ci mostra come la vita cristiana parte da un cammino e rimane, essa stessa, cammino. I discepoli sono inviati, da Gesù, senza alcuna garanzia o scorta di turno, muniti solo di calzari e bastone.

        Gli unici supporti sono funzionali al camminare e non al restare. Resta chi intende la vita quale accumulo, approvvigionamento per l’eternità, da cui scaturisce la difesa e l’isolamento dall’altro additato quale potenziale nemico. È la storia dell’umanità che nei secoli ha preferito, secondo questa logica, la guerra alla pace, la bramosia di conquista anziché la condivisione.

         San Francesco, proprio per tale motivo, raccomandava ai suoi frati di resistere alla tentazione del possesso, in quanto il legame alle cose impoverisce il cuore e imbriglia la persona in tanti legacci che impediscono la libertà dell’Annuncio. La Parola di Dio, infatti, è Verità e l’interesse personale rischierebbe di edulcorarla facendola cadere nel compromesso. More...

giu
7
2015

La Rivelazione che passa dalla Strada

   Il titolo della prossima Missione di Strada che vivremo a Mondello FA’ MIGLIA CON NOI ben si addice alla Solennità che celebriamo oggi, domenica Corpus Domini, quando la Celebrazione Eucaristica avrà prosieguo nella Processione per le vie della Città come a dire che la strada quotidiana è il luogo in cui vivere il Mistero celebrato. Lo annunciamo al mondo, certo, ma questo ha valore in primo luogo per noi cristiani che troppo spesso smarriamo la nostra identità di Corpo di Cristo.

        È bello saperci riuniti per le vie in processione con il nostro Signore, è Lui che guida il cammino reggendo il timone della sua Chiesa. Ma abbisogna di discepoli questo itinerario, affinché il Corpo di Cristo possa tornare a spezzarsi ogni giorno fino a raggiungere le estremità della terra.

         Come essere lievito altrimenti? Come dare luce se non attraverso una condivisione piena della Comunione ricevuta?More...

ago
31
2014

E se mi fidassi?

        Oggi il Vangelo (Mt 16,21ss) ci riporta ad un importante dialogo tra Gesù e Pietro. Non sappiamo precisamente il perché della reazione di Pietro alle rivelazioni di Gesù e cioè al fatto che avrebbe sofferto fino ad essere ucciso per poi risorgere. Affermazioni forti, Gesù era il Maestro e non solo un amico per Pietro. Eppure il discepolo non chiede spiegazioni, piuttosto chiama in disparte Gesù per rimproverarlo!
      Poco prima Pietro aveva detto bene, aveva riconosciuto l’identità di Gesù quale Messia cioè liberatore mandato da Dio, e Gesù gli aveva rimandato il suo apprezzamento e il riconoscimento che fosse in ascolto della Parola del Padre. Pietro aveva ascoltato Dio ed aveva risposto con chiarezza d’animo, ora però qualcosa di differente accade.More...

giu
8
2013

Riscoprire il Dono della vita

         L’immagine che ci viene proposta dal Vangelo (Lc 7, 11-17) di questa domenica è quella di un Incontro: tra un corteo di vita ed un corteo di morte. Gesù insieme ai discepoli e ai testimoni degli eventi di misericordia da Lui operati va verso una Città, Nain. C’è il muoversi di Dio che è un cercare gli angoli più oscuri, tenebrosi, della vicenda umana. Lui vuole incontrare l’uomo perduto, afflitto, tormentato dal dolore e dal fallimento totale qual è la morte.
        Dio è cercatore, non si rassegna, e in questo caso trova una persona che rappresenta quanto di più grave possa accadere all’umanità, pertanto rappresenta tutti chi ha sofferto poco così come chi ha sofferto molto e, in ogni caso, rappresenta tutta l’umanità che si confronta con il dramma della morte. La donna ha perso gli affetti più cari, il marito ed il figlio e ora sta accompagnando quest’ultimo all’uscita della città. C’è una tristezza, una mestizia nella vita umana che è data da una consapevolezza: tutto passa, le opere, ciò che posso fare, quello che posso costruire, le stesse persone che conosco e che amo, tutto passa! Ora fare uscire dalla città, significa fare uscire dalla propria quotidianità, la città è il luogo in cui si vive, mettere fuori equivale ad escludere. Pensiamo all’annosa questione dell’immigrazione, li espatriamo per non averli più innanzi ed è un modo per tenerli fuori dalla nostra vita, farli morire per noi e, di fatto, sappiamo di molti che sono morti attraverso questa ri-consegna alla Nazione di provenienza.
        Tornando all’episodio evangelico Gesù sta per entrare in città, il suo entrare nella nostra quotidianità è un portare vita nuova, permette la riscoperta di tutto, opere ed eventi, in funzione della vita. Allora la vita non sarà più “tempo da far fruttare economicamente”, ricerca per ottenere potere, posizione, o un nome sociale per dimostrare che si ha diritto a vivere e che si è persone importanti, o ancora scalata per arrivare a convincersi che la propria vita ha avuto un senso: “ho fatto grandi cose e per questo la mia vita è stata piena”. Lui restituisce dignità ad ogni cosa, ad ogni persona, nulla è perduto se è nel Bene, ciò che è frutto dell’Amore è eterno. More...

giu
1
2013

Ritrovare il baricentro della propria vita

       Il Vangelo di questa Domenica (Lc 9, 12-17) Solennità del Corpus Domini è un invito a tornare alla Fonte, ad immergerci nel Signore della vita per trovare dimora e da lì tornare ad operare in modo nuovo.

      Questa esperienza potrà farci uscire dal senso di impotenza proprio di questi giorni in cui vediamo tanti che, segnati dalla disoccupazione, dalla crisi familiare, politica e valoriale, si ritirano sfiduciati come se non ci fosse più speranza per vivere il proprio oggi aprendosi al domani. Di fronte alla tristezza di questo tempo storico il Vangelo ci mostra una Luce nuova che, se accolta, può diventare gioia nel nostro oggi.
      Gli apostoli tornano dalla loro missione, sono stati inviati da Gesù e lo stesso fatto di essere suoi discepoli diventa per loro occasione di annuncio, la loro vita dice qualcosa perché seguono il Maestro, non hanno risposte in loro stessi, ma è la sua Parola che cercano ed annunciano. La Parola ci interpella, quando la annunciamo la andiamo comprendendo sempre più perché e viva e continua ad interpellare la nostra vita. 
Le folle hanno un bisogno, sono affamate! Ricordiamo come Cristo si confronta nel deserto con la sottile tentazione di sfamarsi in modo improprio, mangiare ciò che toglie la vita anziché darla. Dio non nega il fatto che abbiamo fame anzi la riconosce e se ne prende cura.More...

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