apr
3
2016

Misericordia è ritrovare vita

      I discepoli si trovano in casa chiusi per timore dei giudei, è questa la collocazione spaziale che apre  la pagina del Vangelo (Gv 20, 19-31) di questa domenica, seconda di Pasqua.

“La sera del primo giorno della settimana” sta ad indicare che non c’è più tramonto, secondo la computazione del tempo “la sera” avrebbe dovuto essere del giorno dopo ma il conto dei giorni è mutato: l’“Ora di Gesù” ha aperto l’umanità al giorno nuovo, quello che non conosce le tenebre della morte!

Entra Gesù in questo contesto e oltrepassa le resistenze umane, la paura che ha portato gli apostoli a ritirarsi per avere “salva” la vita. Si, i discepoli hanno paura di morire ed è per questo che stanno “a porte chiuse”.More...

nov
1
2015

L'Eternità non è magia

       La giornata di oggi, malgrado halloween abbia preteso coprirne il senso, è segnata da una celebrazione paradossale. La Festa di Tutti i Santi è provocazione per questo mondo, celebrazione della meta che viene a dare significato alle cose della vita. Proprio dal traguardo che ci si prospetta, l’esistenza prenderà un percorso piuttosto che un altro!More...

lug
14
2013

Moribondi o amanti della vita?

     I Missionari di Strada oggi si ritrovano per una giornata di fraternità e condivisione a Termini Imerese. E la connotazione a questo incontro viene data proprio dal Vangelo di questa domenica: la parabola del Samaritano descritta da Lc 10, 25-37.
         Il racconto di Gesù scaturisce dalla domanda di un Dottore della Legge che gli chiede cosa fare per ereditare la vita eterna, la felicità per tutta la vita. Gesù lo invita a ricordarsi della Legge e lui vi scorge la regola dell’amore, verso Dio ed il prossimo. A quel punto Gesù gli dice “fa questo e vivrai”, proprio simile atteggiamento procura la vita, tutto il resto invece da morte ed infelicità.
         Il Dottore della Legge però non cerca tanto di scoprire come essere felice, forse pensa di saperlo già e, di fatto, entra in competizione con Gesù come a volerlo cogliere incapace di rispondere. Cerca di intellettualizzare la Parola di Dio, imbrigliarla entro schemi e ragionamenti. Questo non significa accogliere Dio nella propria vita bensì mantenerlo distante, pretendere di tenerlo sotto controllo per non lasciarsi inquietare da Lui!
         Eppure fa una domanda interessante che apre al racconto della parabola del samaritano: “chi mi è vicino?”. Chi mi si avvicina e, implicito, mi ama? La domanda è importante perché noi umani cerchiamo persone che possano amarci e a quel punto cerchiamo contraccambiare l’amore ricevuto. In realtà non saremo capaci di un amore pienamente gratuito fino a quando non avremo sperimentato questo da parte di qualcuno che si dona a noi. 
         Gesù, allora, racconta di un uomo che voltando le spalle a Gerusalemme se ne va verso Gerico. È il movimento proprio di chi si allontana da Dio, dalla sua città,  e si rivolge a Gerico luogo di bramosie, da Israele definito luogo impuro. È la vicenda dell’uomo che si nasconde da Dio rivolgendosi ad altri espedienti e che poi finisce con il ritrovarsi solo per terra, moribondo. È l’essere umano che sperimenta il suo fallimento a motivo del peccato.More...

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