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Il cardinale arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, venerdì 25 settembre ha incontrato in Duomo circa 6 mila giovani per una veglia di preghiera all’inizio di questo nuovo anno pastorale. Mettetevi nel mezzo! E’ l’invito che il cardinale ha rivolto ai giovani nel corso della veglia durante la quale gli hanno consegnato la loro “Regola di Vita”, una lettera in cui sintetizzano i motivi della propria fede e si assumono alcuni impegni precisi. “Mettersi in mezzo” è un modo per rispondere al progetto d’amore che il Signore ha per ognuno.
«Di vocazione, sì di vocazione dobbiamo parlare di più se vogliamo che la vita sia salvata dalla banalità, da quella miopia che riduce le scelte dell’esistenza ad una trama di coincidenze casuali, ad una serie di esperienze slegate tra di loro. Solo la vita vissuta come vocazione impedisce alla libertà di abbandonarsi all’arbitrio, alla solitudine, alla non speranza».
Commentando l’episodio della chiamata dei Dodici nel racconto di Marco, ha spronato i giovani a non rimanere ai margini delle scelte da prendere, delle vicende che agitano il mondo. «Non fatevi vincere dalle paure o dall’indifferenza, fatevi invece provocare dalle ferite e dal dolore del mondo, dai bisogni di tutti i vostri fratelli», ha detto il cardinale, «Mettetevi in mezzo e scoprirete che tanti vostri blocchi, si scioglieranno». Ai circa seimila giovani presenti in Duomo, l’arcivescovo ha indicato come guida ed esempio, don Carlo Gnocchi, che sarà beatificato il prossimo 25 ottobre. In quest’Anno Sacerdotale, il cardinale Tettamanzi ha poi chiesto di coltivare l’amicizia e la preghiera con i propri preti e di trovare una guida spirituale che li aiuti a mettere in pratica la regola spirituale che si sono dati. Un mettersi in mezzo dunque che implica coraggio:
«Non abbiate paura cari giovani di preferire le vie alternative, indicate dall’amore, dall’amore vero».
Un invito a vivere con gli altri questo “slancio”: «Accettatevi per come siete e vogliatevi bene, anche nelle vostre fragilità, che naturalmente cercherete di migliorare. Se il Signore vi ama così», ha concluso il cardinale Tettamanzi, «perché non dovreste farlo voi?».
(notizia tratta da www.radiovaticana.org sabato 26 settembre 2009)
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