Dalla missione in strada al Cammino di Santiago de Compostela
Uno zaino in spalla con un po’ di biancheria di ricambio (e non possono mancare un paio delle stupende magliette da missionario di strada), un sacco a pelo, una conchiglia, i sandali e il breviario. Con queste poche cose fr. Mauro, terminata l’esperienza della missione di Selinunte, giusto per smaltire la stanchezza e ricaricarsi di “adrenalina evangelica”, ha pensato bene di lasciarsi trasportare ancora dall’Onda del dono fino alle lontane spiagge di Finis Terrae, ultima tappa del Cammino di Santiago de Compostela. Avete capito bene: il nostro instancabile frate e sulla rotta della più antica meta di pellegrinaggio cristiano in Europa, da solo verso la tomba dell’Apostolo Giacomo maggiore, il cugino di Gesù. Palermo-Madrid in aereo e poi in treno fino a Burgos, antica città medioevale posta a metà percorso del “Camino Frances”, una delle rotte del pellegrinaggio che parte da Saint Jean Pied de Port ed arriva a Santiago.
Fino a ieri fra’ Mauro era giunto a Puente Fitero e ha già percorso 52 Km a piedi. Sono riuscito a strappargli un commento via SMS: «Il bello del Cammino è lasciarsi portare dal Signore. Senza fretta e nulla di minuziosamente organizzato. In fondo questa è la mia attitudine di vita… Tanti incontri e ogni volta il Signore ha qualcosa di importante da dirmi! Ecco: stare in ascolto per lasciarsi portare». Ed eccolo venirsene fuori con l’ennesimo “slogan” che, perché no, potrebbe anche diventare il titolo di un prossimo Laboratorio di vita. Da Burgos sino a Leòn sta per attraversare la Regione delle mesètas fatta da pianure immense e assolate, fino ai Monti del Leòn e, attraverso il passo del Cebreiro (punto più elevato del Cammino) arriverà (Dio l’aiuti!) fino alla Galicia, regione molto verde con estesi boschi e clima più temperato. Il percorso, cercando di recuperare l’antico itinerario, si svolge in gran parte su fondo sterrato e su qualche sentiero tracciato, ed ha il pregio di farti immergere nella natura e nel silenzio, luoghi privilegiati per l’Ascolto.
Ma cosa spinge a mettersi in cammino ed affrontare le fatiche del pellegrinaggio? Il Patriarca Abramo, capostipite del popolo eletto, nella sua vicenda, riassume la condizione di ogni uomo, pellegrino in questo mondo. La vocazione che Dio rivolge ad Abramo è la vocazione che rivolge ad ogni uomo ad uscire da se stesso, ad aprirsi a Dio, agli altri, al suo futuro, ossia a crescere, avanzando di giorno in giorno, verso «lo stato di uomo perfetto nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo» (Ef. 4,13). E non ci stupiremmo se Mauro al suo ritorno ci proponesse una esperienza di missione di strada itinerante.
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