nov
16
2014

Qualità o talento?

   Partiamo dallo sfatare il buonismo con cui sovente si legge questa parabola tradendone il significato profondo. Oggi, XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, meditiamo la Parabola dei talenti (Mt 25, 14ss), in cui troviamo tre servi di cui uno tradisce l’aspettativa del padrone compromettendo la propria esistenza.
         È proprio dalle aspettative che abbiamo che dipende la direzione e la messa in gioco della nostra vita. Se ciascuno si aspetta poco, dicendosi che la propria vita è sfortunata o meno di quella di un altro, allora si troverà ad esprimere poco, se invece si aspetta grandi cose allora riuscirà in un progetto unico ed irripetibile. Questa capacità di riuscita non consiste, però, nella idealizzazione di sé tipica del narcisista che si crede onnipotente e i fallimenti non dipenderanno dalla sorte o dal sentirsi “brutti” o “vittime” del sistema. Un simile ragionamento è esclusivamente umano e Dio non vi trova spazio!More...

ott
4
2014

Restituire a Dio ciò che gli appartiene

      L’esperienza dei Missionari di Strada nasce dalla condivisione del carisma francescano, il Vangelo nasce per strada e si Annuncia per strada, questo era lo slogan delle prime ore, e con una graduale evoluzione la proposta di Dashuria in cammino è diventata esperienza propria della Missione di strada in special modo nelle località balneari. 

     Nel decimo anniversario dalla nascita celebriamo la festa di San Francesco lasciandoci interpellare dall’orizzonte che guida il nostro cammino. Proprio nel Vangelo di oggi Gesù entra nel merito della questione centrale della vita: Posso mai bastare a me stesso? Cioè essere autosufficiente senza avere bisogno di altri?More...

feb
14
2014

San Valentino 2014. Misure anticrisi per festeggiare l’amore!

       Come un orologio svizzero ecco che arriva  puntuale il giorno di San Valentino e sicuramente già da giorni molte coppie vivono dentro una sana inquietudine. Che regalo fare al mio lui o alla mia lei?
         Eccole subito in giro per i negozi a cercare qualche regalo carino oppure su internet per cercare qualche idea o ancora a casa dietro una scrivania per pensare come stupire la persona amata; forza dell’amore che per un attimo ci fa scordare questo periodo di “crisi”, perché diciamocelo, almeno l’amore non deve essere intaccato dalla crisi.
       Papa Francesco continua, grazie a Dio, a “martellarci” amorevolmente con le parole gioia e tenerezza, parole queste che in amore non devono assolutamente mancare.
          La gioia che la persona che amiamo ci dona quando ci è vicina, quando la pensiamo, quando ci parla, la gioia di riconoscerla come Dono di Dio per la nostra vita. La tenerezza poi non le parliamo, penso che sia il sale di un rapporto di coppia, si perché di discorsi più o meno interessanti e di parole siamo continuamente “bombardati” tra TV e social network, ma la tenerezza, quella reale, ce la può dare solo chi ci ama e che ci sta a fianco; proprio cosi,  grazie a Dio, la tecnologia non può sostituire il contatto umano, l’Incontro con l’altroche è “..osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne” (Gen 2,23a), l’abbraccio deve essere reale, non virtuale. More...

feb
14
2014

EL NOVIAZGO UN CAMINO DE AMOR EN EL DESCUBRIMIENTO DEL OTRO.

          Un día, hace tiempo, os encontrasteis por primera vez. Nació entre vosotros una simpatía que, al pasar el tiempo, al ir aprendiendo a conoceros mejor, se ha transformado en cariño, en amor, hasta el punto que  desean hacer un camino juntos para conocerse y crecer en el amor.

         El evangelio nos narra como, en la noche que precedió a su pasión, Jesús reunió a sus discípulos alrededor de una mesa y les abrió su corazón, comunicándoles su testamento espiritual: Este es mi mandamiento: Que os améis unos a otros como yo os he amado. Y añadía inmediatamente: Nadie tiene amor más grande que el que da la vida por sus amigos. Con estas palabras indicaba su muerte cercana subrayando que su entrega sólo tiene sentido desde la perspectiva del amor. Porque ama; porque ama como nadie ha amado, se entrega incluso a la muerte. Porque ama hasta la muerte, quiere que los suyos se amen e incluso cuando sea necesario den la vida por los hermanos como él lo ha hecho. Y llama amigos a quienes aceptan participar de este amor sin medida. Cristo invita a los suyos a formar una sola familia unida en el amor, capaz de mostrar a los hombres de todos los tiempos el amor que Dios nos tiene. Esta es nuestra vocación como cristianos, que, sin embargo, a causa de nuestro egoismo, demasiado a menudo no llega a ser una realidad. More...

lug
14
2013

Moribondi o amanti della vita?

     I Missionari di Strada oggi si ritrovano per una giornata di fraternità e condivisione a Termini Imerese. E la connotazione a questo incontro viene data proprio dal Vangelo di questa domenica: la parabola del Samaritano descritta da Lc 10, 25-37.
         Il racconto di Gesù scaturisce dalla domanda di un Dottore della Legge che gli chiede cosa fare per ereditare la vita eterna, la felicità per tutta la vita. Gesù lo invita a ricordarsi della Legge e lui vi scorge la regola dell’amore, verso Dio ed il prossimo. A quel punto Gesù gli dice “fa questo e vivrai”, proprio simile atteggiamento procura la vita, tutto il resto invece da morte ed infelicità.
         Il Dottore della Legge però non cerca tanto di scoprire come essere felice, forse pensa di saperlo già e, di fatto, entra in competizione con Gesù come a volerlo cogliere incapace di rispondere. Cerca di intellettualizzare la Parola di Dio, imbrigliarla entro schemi e ragionamenti. Questo non significa accogliere Dio nella propria vita bensì mantenerlo distante, pretendere di tenerlo sotto controllo per non lasciarsi inquietare da Lui!
         Eppure fa una domanda interessante che apre al racconto della parabola del samaritano: “chi mi è vicino?”. Chi mi si avvicina e, implicito, mi ama? La domanda è importante perché noi umani cerchiamo persone che possano amarci e a quel punto cerchiamo contraccambiare l’amore ricevuto. In realtà non saremo capaci di un amore pienamente gratuito fino a quando non avremo sperimentato questo da parte di qualcuno che si dona a noi. 
         Gesù, allora, racconta di un uomo che voltando le spalle a Gerusalemme se ne va verso Gerico. È il movimento proprio di chi si allontana da Dio, dalla sua città,  e si rivolge a Gerico luogo di bramosie, da Israele definito luogo impuro. È la vicenda dell’uomo che si nasconde da Dio rivolgendosi ad altri espedienti e che poi finisce con il ritrovarsi solo per terra, moribondo. È l’essere umano che sperimenta il suo fallimento a motivo del peccato.More...

giu
29
2013

Camminare significa riconoscere il Volto del Maestro

    Il Vangelo di questa domenica (Lc 9, 51-62) ci provoca sul senso che diamo al nostro cammino. La vita di ognuno infatti è comunque un itinere, anche per l’uomo che si sente nella monotonia, per chi dice che tutto è routine. In realtà la vita è cammino che ci chiede di andare seguendo o cercando una direzione. Chi rinuncia a questa potenzialità propria dell’esistere fa dei suoi giorni un continuo vagare privo di orizzonte.
      Il Vangelo ci dice che Gesù si incammina verso Gerusalemme “indurendo il volto”. Ha una direzione ed assume un atteggiamento per attraversare e raggiungere la meta.

      Il termine “indurire” non è da intendersi come un chiudersi o un irrigidirsi piuttosto è da leggersi nel senso di rimanere fermo nella sua direzione e convinzione di vita. Di quale orizzonte si tratta? Gesù va verso Gerusalemme e in tanti gli si opporranno, in modo più o meno lusinghiero, gli stessi apostoli reagendo alla sua decisione gli proporranno alternative più soft. Ricordiamo come Zaccaria aveva profetizzato del Messia quale uomo che avrebbe indurito il volto innanzi agli sputi e agli schiaffi dei nemici. Lui non demorde nel suo cammino anche se questo è irto di difficoltà. È una durezza che mostra il desiderio di Dio cioè quello di volere incontrare e sanare l’uomo ad ogni costo!
       Iniziando questo cammino verso Gerusalemme passa proprio per la Samaria, luogo che poteva essere evitato e che, oltretutto, comportava un contaminarsi e non essere più degni di arrivare a Gerusalemme senza avere fatto prima i riti di purificazione. Incontra l’umanità più lontana, quella che viene additata ed etichettata dai perbenisti, da quanti si reputano giusti! È la via di Dio, procede incurante dei giudizi umani, di quelle categorie utili solo a creare divisioni e trincerare gli uomini dentro realtà fittizie, perfetti paradisi artificiali. More...

giu
21
2013

Missionari Life

        Con le immagini vogliamo ripercorrere alcune tappe del cammino percorso in questi anni.Smile

        Dopo l'esperienza di Dashuria in cammino, animazione di strada iniziata nell'ottobre 2004 svolta il sabato sera nelle principali piazze delle nostre Città: Monreale, Trapani, Palermo, Castelvetrano, Termini Imerese, Salemi, Partinico, Canicattì, Partanna, Mazara del Vallo, Balestrate, San Giovanni Gemini, Bivona,

      la fraternità nel 2008 si è tuffata nella esperienza dell'animazione estiva, una settimana o più, di animazione in spiaggia e nel litorale delle principali località balneari:

       Tre Fontane, Selinunte, Terrasini, San Leone, Termini Imerese. Anni di condivisione in cui i Missionari di Strada hanno tessuto ponti dalla Sicilia a Napoli e alla Toscana.More...

giu
8
2013

Riscoprire il Dono della vita

         L’immagine che ci viene proposta dal Vangelo (Lc 7, 11-17) di questa domenica è quella di un Incontro: tra un corteo di vita ed un corteo di morte. Gesù insieme ai discepoli e ai testimoni degli eventi di misericordia da Lui operati va verso una Città, Nain. C’è il muoversi di Dio che è un cercare gli angoli più oscuri, tenebrosi, della vicenda umana. Lui vuole incontrare l’uomo perduto, afflitto, tormentato dal dolore e dal fallimento totale qual è la morte.
        Dio è cercatore, non si rassegna, e in questo caso trova una persona che rappresenta quanto di più grave possa accadere all’umanità, pertanto rappresenta tutti chi ha sofferto poco così come chi ha sofferto molto e, in ogni caso, rappresenta tutta l’umanità che si confronta con il dramma della morte. La donna ha perso gli affetti più cari, il marito ed il figlio e ora sta accompagnando quest’ultimo all’uscita della città. C’è una tristezza, una mestizia nella vita umana che è data da una consapevolezza: tutto passa, le opere, ciò che posso fare, quello che posso costruire, le stesse persone che conosco e che amo, tutto passa! Ora fare uscire dalla città, significa fare uscire dalla propria quotidianità, la città è il luogo in cui si vive, mettere fuori equivale ad escludere. Pensiamo all’annosa questione dell’immigrazione, li espatriamo per non averli più innanzi ed è un modo per tenerli fuori dalla nostra vita, farli morire per noi e, di fatto, sappiamo di molti che sono morti attraverso questa ri-consegna alla Nazione di provenienza.
        Tornando all’episodio evangelico Gesù sta per entrare in città, il suo entrare nella nostra quotidianità è un portare vita nuova, permette la riscoperta di tutto, opere ed eventi, in funzione della vita. Allora la vita non sarà più “tempo da far fruttare economicamente”, ricerca per ottenere potere, posizione, o un nome sociale per dimostrare che si ha diritto a vivere e che si è persone importanti, o ancora scalata per arrivare a convincersi che la propria vita ha avuto un senso: “ho fatto grandi cose e per questo la mia vita è stata piena”. Lui restituisce dignità ad ogni cosa, ad ogni persona, nulla è perduto se è nel Bene, ciò che è frutto dell’Amore è eterno. More...

giu
1
2013

Ritrovare il baricentro della propria vita

       Il Vangelo di questa Domenica (Lc 9, 12-17) Solennità del Corpus Domini è un invito a tornare alla Fonte, ad immergerci nel Signore della vita per trovare dimora e da lì tornare ad operare in modo nuovo.

      Questa esperienza potrà farci uscire dal senso di impotenza proprio di questi giorni in cui vediamo tanti che, segnati dalla disoccupazione, dalla crisi familiare, politica e valoriale, si ritirano sfiduciati come se non ci fosse più speranza per vivere il proprio oggi aprendosi al domani. Di fronte alla tristezza di questo tempo storico il Vangelo ci mostra una Luce nuova che, se accolta, può diventare gioia nel nostro oggi.
      Gli apostoli tornano dalla loro missione, sono stati inviati da Gesù e lo stesso fatto di essere suoi discepoli diventa per loro occasione di annuncio, la loro vita dice qualcosa perché seguono il Maestro, non hanno risposte in loro stessi, ma è la sua Parola che cercano ed annunciano. La Parola ci interpella, quando la annunciamo la andiamo comprendendo sempre più perché e viva e continua ad interpellare la nostra vita. 
Le folle hanno un bisogno, sono affamate! Ricordiamo come Cristo si confronta nel deserto con la sottile tentazione di sfamarsi in modo improprio, mangiare ciò che toglie la vita anziché darla. Dio non nega il fatto che abbiamo fame anzi la riconosce e se ne prende cura.More...

mag
26
2013

"Me l'aspettavo": il sorriso di don Pino

         Stiamo vivendo in questi giorni un’esperienza straordinaria, il nuovo raduno dei Missionari di Strada è segnato da due Eventi-segno del tutto straordinari la beatificazione di don Pino Puglisi che abbiamo celebrato stamane e la solennità della Santissima Trinità propria di questa domenica.
In entrambi gli eventi in modo straordinario ci viene rivelato il volto di Dio. La relazione che Lui stabilisce e desidera avere con ogni essere umano, la sua conoscenza che è, al contempo, conoscenza di noi stessi e della nostra identità.
         In primo luogo per conoscere Dio bisogna comprendere quel che è stato detto e rivelato da Gesù, bisogna comprendere come l’amore resta vivo in questo mondo, infatti guardando Gesù qualcuno potrebbe dubitare che chi dona possa trovare gioia o esprimere appieno la sua vita.
         Il brano del Vangelo di questa domenica, Gv 16, 12-15, racconta di come gli apostoli accolgono la consegna di Gesù. Lui ha detto che di lì a poco sarebbe andato via da loro e questo è colto come la fine di tutto, il cuore è triste perché leggono l’offerta di Gesù ed il suo affrontare la persecuzione come luogo di morte. Gesù rivela loro che il “dove” non è la tomba ma il ritorno al Padre e ancora, dopo l’evento della Resurrezione, quando i discepoli cercheranno Gesù tra i morti, Lui ricorderà loro quanto aveva preannunciato.
           È lo Spirito Santo che permette di cogliere la Verità e cioè di svelare ciò che ingabbia e uccide proprio perché peccato. L’offerta di Gesù diventa così svelamento della logica del male che perde il suo potere, tutti potremmo sentirci minacciati dalla tentazione di perdere la vita, di non valere abbastanza, ed è quando assecondiamo questa insinuazione che aderiamo alle logiche di potere, di egocentrismo, di competizione con l’altro riconosciuto quale rivale e non come fratello.
          Consegnandosi Gesù mostra che la logica dell’amore è superiore al male ed è l’unica logica vera, che cioè realizza l’eternità. Il male invece promette l’eternità felice ed in realtà procura l’infelicità eterna. Per passare dalla logica di competizione a quella della comunione è necessario non cercare di essere importanti, i primi, ma interessarsi all’altro, cercare di fare primeggiare l’altro proprio perché amato. È la logica di competizione a ferire le relazioni fraterne, basti pensare alla vicenda di Caino e Abele, ove il primo invidia che l’offerta del fratello sia gradita a Dio. Legge, infatti, questa gioia e accoglienza del Padre quale principio di disparità e non d’amore. More...

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