dic
8
2015

Maria desiderio di Dio

        Celebrare l’Immacolata concezione di Maria equivale ad entrare nella storia dell’umanità con una prospettiva nuova: se Maria è concepita senza peccato è perché Dio desidera donare la pienezza del perdono ad ogni creatura. La festa di oggi celebra il grande desiderio d’amore che Dio ha per l’umanità.

         È questo il senso della creazione immacolata di Maria, lei nasce senza la ferita della disobbedienza ma ciò non toglie che sarà lei a dare liberamente il proprio assenso alla proposta di Dio.

       Non si tratta certo di determinismo, infatti anche l’umanità significata dalla figura di Eva avrebbe potuto ascoltare ed accogliere il dono di Dio, ma così non è stato. La libertà dell’essere umano è sempre rispettata da Dio e Maria mostra come sia possibile utilizzare la propria esistenza poggiandosi nel Signore e non sulla propria autoreferenzialità.

        Comprendo che per molti tali premesse potrebbero risultare “arcaiche” e anche nel cattolicesimo sovente c’è una sorta di sufficienza rispetto a quel che significa peccato e grazia, come se fossero questioni d’altri tempi. Eppure su questa dialettica si regge la vita spirituale e cioè sulla scelta quotidiana del Bene piuttosto che sulle proposte lusinghiere di questo mondo.

      La differenza cristiana è frutto di tale consapevolezza che abbisogna del Volto misericordioso di Dio per potersi esprimere. Sapere della necessità del bene non è sufficiente, è indispensabile attingere quotidianamente allo sguardo del Signore e alla sua Parola per riuscire a camminare nelle sue Vie.

      Alla luce di questa puntualizzazione cogliamo un valore aggiunto nella decisione, di papa Francesco, di aprire oggi l’anno giubilare della Misericordia. Già la bolla d’indizione “Il volto della misericordia” si esprimeva con queste parole: “Dio ha pensato e voluto Maria santa ed immacolata nell’amore, perché diventasse Madre del Redentore dell’uomo. Dinanzi alla gravità del peccato, Dio risponde con la pienezza del perdono”.

      Maria concepita senza peccato è, quindi, segno del desiderio di Dio che vuole tutta l’umanità perdonata. Il perdono è necessario per togliere ogni ostacolo: se la frattura è opera dell’uomo il perdono è proprio di Dio.

      Certo ci vuole umiltà per lasciarsi perdonare ed è questo il percorso che ci viene proposto. Iniziare un itinerario in cui tutto viene riconsegnato al Creatore per vivere l’Incontro, senza compromessi, e poi ritornare al quotidiano da amici di Dio, in costante dialogo con Lui.

     La Parola della liturgia di oggi si apre con la domanda di Dio che cerca Adamo, è il Creatore a cercare l’umanità smarrita dopo la ferita del peccato. L’uomo, impoverito dalla pretesa di fare a meno di Dio, ora è solo e smarrito. Ma quella del peccato non è l’ultima parola della storia umana, Dio si tuffa nei meandri più fitti per visitare e tornare ad amare da vicino la creatura.

       La pagina dell’Annunciazione, ancora, restituisce verità al desiderio di Dio e a quello dell’umanità. Lei è donna dell’ascolto e perciò capace di dialogo anche se non comprende appieno il senso di ogni cosa.

       È così che Maria affronterà i suoi giorni, fidandosi di quella promessa anche nella sofferenza. Quel mirabile dialogo con l’angelo aveva messo in luce la portata della missione che le veniva consegnata: era l’Eterno ad essere accolto nella sua carne.

       Lo smarrimento iniziale viene rassicurato con la fiducia nell’Onnipotente al quale è possibile ogni cosa. Ciò non significa corsie preferenziali, Maria lo comprenderà bene. Dopo l’Annuncio l’angelo partì da lei, rimarrà solo quella Parola, la promessa del disegno d’amore di Dio.

       Maria si troverà ben presto ad affrontare innumerevoli difficoltà, la mancanza di accoglienza al momento del parto, la fuga in Egitto per custodire la creatura, lo smarrimento di Gesù che preannunciava la necessità di realizzare la missione affidatagli dal Padre, l’ascolto degli annunci di Passione e, infine, la Croce. Troveremo Maria ai piedi della Croce ferma nel sostenere il peso della relazione d’amore, non possesso ma dono, non disperazione ma fiducia.

       Ha senso, oggi, guardare a Maria per entrare nel Mistero della Misericordia di Dio. Lui apre la sua vita per accoglierci, Lui si muove verso di noi per sostenerci ogni giorno, Lui è disposto a pagare con la sofferenza il legame profondo che lo unisce ad ognuno di noi.

 

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