May
15
2016

Scoprirsi desiderio di Dio

    A compimento della Missione di strada che ha attraversato la Comunità di Danisinni celebriamo, oggi, la Pentecoste, intuendo in questa “coincidenza” un senso inatteso che esplica ulteriormente l’esperienza vissuta in questi giorni.

   Ci chiediamo il significato di questa festa che Israele continua a celebrare quale Evento in cui ha ricevuto la Torah e cioè le Tavole della Legge su cui stava scritta la via per vivere la relazione con Dio e con il resto dell’umanità.

   Il cristiano fa un’esperienza ulteriore in quanto Pentecoste è immersione nella relazione con Dio, non una mera osservanza di norme ma un vivere con il Signore. Per qualcuno, comprendo, questa potrebbe essere solo una disquisizione filosofeggiante ma per la Comunità cristiana ciò viene a raccontare il senso ultimo della propria esistenza.More...

May
8
2016

Gli ultimi hanno il primato nel cuore di Dio

      Danisinni si appresta, oggi, ad iniziare una nuova esperienza di primo Annuncio così come è nello stile della missione francescana. Un tempo in cui le vie del Rione saranno attraversate dalla Grazia, e dall’Annuncio della buona notizia, quella che dona alla vita di ciascuno una prospettiva inedita che viene dall’alto e che permette di stare nelle cose quotidiane con un fare nuovo.More...

Apr
17
2016

Guidare non è possedere ma favorire il volo

     Il questa IV Domenica di Pasqua torna l’icona di Gesù bel pastore (Gv 10,27-30), Lui che va oltre le apparenze e si prende cura dei reali bisogni del suo gregge.

     Altre volte nel Vangelo abbiamo trovato Gesù commuoversi al vedere le folle disorientate “come pecore senza pastore”. È lì che Gesù si ferma per ristorarle e nutrirle con il suo insegnamento e la sua presenza.

     Lo sguardo del Pastore non è quello del giudice che scruta quel che non va ma quello del Padre che riconosce il bisogno profondo al di là del manifesto, e non si lascia confondere dalle reazioni immediate del figlio.More...

Apr
3
2016

Misericordia è ritrovare vita

      I discepoli si trovano in casa chiusi per timore dei giudei, è questa la collocazione spaziale che apre  la pagina del Vangelo (Gv 20, 19-31) di questa domenica, seconda di Pasqua.

“La sera del primo giorno della settimana” sta ad indicare che non c’è più tramonto, secondo la computazione del tempo “la sera” avrebbe dovuto essere del giorno dopo ma il conto dei giorni è mutato: l’“Ora di Gesù” ha aperto l’umanità al giorno nuovo, quello che non conosce le tenebre della morte!

Entra Gesù in questo contesto e oltrepassa le resistenze umane, la paura che ha portato gli apostoli a ritirarsi per avere “salva” la vita. Si, i discepoli hanno paura di morire ed è per questo che stanno “a porte chiuse”.More...

Apr
3
2016

Il Rischio della Pasqua

      Abbiamo vissuto un tempo di attesa, quaranta giorno di cammino per arrivare alla meta e da due giorni ci siamo immersi nel triduo pasquale per arrivare, ora, a questa notte in cui abbiamo visto prorompere la Luce della Pasqua.

     Che senso ha tale liturgia così preziosa per noi cristiani? Quale è il significato della Pasqua che ogni anno celebriamo quale centro della nostra vita?

       Ora la Parola ci pone innanzi un luogo: un sepolcro vuoto in cui c’è l’assenza di Dio. Un luogo dove in realtà non possiamo trovare risposte alla nostra vita,  il cristiano è colui che smette di rivolgere il suo sguardo verso il sepolcro vuoto e ascoltando il Maestro si volge alla sua Parola per iniziare un cammino nuovo.More...

Mar
24
2016

Vediamo di che ti nutri

        Il racconto dell’Ultima Cena secondo Giovanni (13,12ss.) mostra un aspetto peculiare di quel solenne atto di condivisione che formerà un tutt’uno con il Triduo pasquale, mistero di passione, morte e resurrezione. Proprio la Cena del Signore ebbe a mostrare come l’Amore costituiva il trait d'union e il motivo ultimo della consegna di Gesù: “li amò sino alla fine”.

        La Comunità a cui scrive Giovanni conosce la Cena del Signore ma ha bisogno di approfondirne il significato e di scoprirne il senso ultimo. È pertanto che l’evangelista si sofferma sul gesto della lavanda che in sé racchiude il farsi Pane spezzato da parte di Gesù.More...

Mar
23
2016

Prospettiva capovolta

     Ancora il Vangelo di questa giornata (Mt 26, 14), mercoledì santo, insiste sul racconto dell’amore di Gesù di fronte al tradimento di Giuda.

   È scandaloso doverci soffermare ulteriormente su questa scena, tanto che vorremmo quasi cambiare pagina come a spostare la nostra attenzione. Eppure i Vangeli e la liturgia si fermano su questa ferita, la sottolineano quasi ad indicare che la via del discepolato passa per una consapevolezza: quella di potere essere come Giuda quando ci rapportiamo al Signore.More...

Mar
22
2016

Il potere sulla propria vita

      Oggi, martedì santo, si torna a parlare dell’Amore, quello vero, quello che non viene meno nonostante tutto. L’arte di amare è davvero frutto della maturità dell’essere umano, l’amore insipiente e passeggero di un momento è altra cosa, il part-time utilitaristico equivale più ad un uso reciproco ma non può dirsi amore.

      La cornice in cui se ne parla è quella dell’ultima cena e, in particolare, della ferita che ne deriva.More...

Mar
21
2016

Conserva chi dona

      Ad aprire la settimana santa è un passo del Vangelo di Giovanni davvero eloquente: Maria che unge i piedi di Gesù e, poi, li asciuga con i suoi capelli. Ci chiediamo il perché di questo gesto ed il senso di trovarlo a principio della settimana che si concluderà con la Pasqua.

Si tratta di un episodio raccontato, seppure in modo diverso, da tutti i Vangeli, in particolare solo Luca anziché collocarlo a Betania lo sposta in Galilea. Ci racconta (Lc 7, 36ss.), infatti, di una donna, peccatrice, che in casa di Simone il fariseo si china dinanzi a Gesù lavando i suoi piedi con le lacrime e asciugandoli con i suoi capelli: “venne con un vasetto di olio profumato; fermatasi dietro a lui, si rannicchiò ai suoi piedi e cominciò a bagnarli di lacrime; poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato”. Mentre Simone era rimasto spettatore di quella scena, poiché aveva accolto solo formalmente Cristo, lei invece si era donata in pienezza fidandosi di Lui e non tenendo conto dei pregiudizi.More...

Mar
20
2016

Come stare nelle cose della vita

         L’ingresso in Gerusalemme mostra plasticamente come Gesù porta a compimento la sua missione nella storia dell’umanità: da uomo, da umile, da Dio che si china sulla vicenda umana fino a condividerne il peso.

           È un puledro d’asina la cavalcatura che Gesù sceglie per arrivare alla Città in cui sarà fatto Re. L’umile animale che sostiene il cammino dell’uomo, non per la guerra ma per supportarlo nel quotidiano. Gesù mostra una regalità originale e l’onnipotenza pare lasciare spazio alla comunione, alla condivisione e alla misericordia.

         È in questo modo che siamo chiamati ad entrare nella settimana santa che avrà compimento nella Pasqua. More...

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