gen
3
2016

Donare la Luce è accogliere la Luce

      Seconda domenica del tempo di Natale, viviamo ancora il clima di festa segnato dalla nascita del Redentore. Oggi meditando la Parola vogliamo soffermarci su un aspetto consequenziale alla Natività e cioè il dimorare di Dio in questo mondo.

      La prima lettura dal libro del Siracide (24,1-4.12-16 ) ci dà un’indicazione preziosa: «Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti” ». Il dimorare di Dio in mezzo a noi viene dunque raffigurato come una tenda piantata le cui radici sono sparse tra l’umana gente. Non si tratta di una fondazione ben strutturata, come una palificazione volta a costipare il terreno e a rendere ben saldo un fabbricato. Non è un piano di urbanizzazione in calcestruzzo la cui cementificazione offende il Creato.

     No, il presentarsi di Dio assume tutt’altra forma: è un attendarsi. Come a sintonizzarsi con la precarietà del vivere umano volto a continui cambiamenti e all’itineranza. I progetti di vita schematizzati e basati sul dominio e sulla brama di conquista sono fallimentari proprio perché non rispondono all’indole profonda dell’animo umano. L’avventura della vita è ben altra cosa e la ricerca di senso e felicità ha bisogno di una fonte ben diversa per trovare risposta. L’Annuncio missionario non passa, forse, per questo atteggiamento di ascolto continuo del soffio dello Spirito che porta dove Lui vuole?More...

ago
15
2014

Maria porta del cielo

       Mentre sta terminando l’esperienza di servizio e condivisione in Albania, oggi celebriamo la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo. Una festa dal respiro universale sia perché la condividiamo con la Chiesa d’Oriente, il mondo Ortodosso, e anche perché è segno della meta ultima a cui anela l’umanità intera. Ogni essere umano è fatto per il cielo, per avere un nome che sappia di eternità ed organizza, anche inconsapevolmente, la propria vita nel tentativo di rispondere a questo desiderio. L’Annuncio cristiano trova in questa esperienza la sua profonda ragion d’essere, la vita vissuta con questa consapevolezza apre ad un orizzonte di senso rinnovato e diventa una sfida eloquente, esperienza misteriosa e sacra per ciascuno.
       Proprio Maria, con la sua storia ed il suo agire, ci appare quale modello del cammino, lei che dinanzi alla proposta di Dio ha risposto fidandosi. La vita è questione di fiducia, dinanzi alle continue proposte del Signore potremmo finire i nostri giorni stando sulla difensiva.More...

mar
24
2013

Risonanza evangelica: sciolti ma legati

    Oggi la Comunità cristiana viene provocata in modo speciale dalla richiesta che Gesù, il Maestro, fa ai suoi discepoli: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”». Un mandato dato ai discepoli connotato dall’andare, dallo slegare e dall’annunciare.
       Pensando ad un percorso di lectio domenicale da proporre ai MdS mi sembra che questi tre verbi contestualizzati nel gesto eloquente di Gesù, ci diano delle coordinate chiare per ricercare la nostra identità e da lì metterci in cammino.More...

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